mercoledì 3 ottobre 2007
capitolo 6
Bisognava mettere ordine, la buona coscenza della notte, si era presentata e ora parlava di mettere insieme i pezzi del puzzle. Era evidente, il nostro eroe contemplava annusava e si viveva tutti i momenti, momenti delle sue giornate. Era indiscutibile che avevauna percezione del mondo piena. Ma fare ordine e riportare tutto a una unica soluzione di concentrato di parole facilmente comprensibile era questa una prova difficile. Ci provò. Nel sogno e nel dormiveglia mischiato insieme. Ed era riuscito a disegnare gli eventi. Era seduto in un pub con il suo amico Mattone, e si discuteva di molto e di poco di più. Ma non andava tutto nel verso giusto, perchè lui Ketamen aveva un presentimento non ancora chiaro. Le pinte passavano, intorno qualcuno si animava in discorsi che avevano il senso che potevano avere e che volevano avere. Alcuni erano in accordo felice altri no. Ketamen e Mattone discutevano parlavano dialogavano, insomma passavano attraverso tutti i lati della dialettica. Quando il presentimento molto presente divenne concreto questo fece realizzare a Ketamen che era il momento di sfruttare i polmoni e i muscoli e l' astuzia, almeno quel poco di astuzia che può essere ancora utilizzata per uno scatto decente di sopravvivenza. Insomma quel qualcuno che era venuto a sapere della scoperta del nostro eroe, evidententemente era fatto di atomi di natura biologica! Assolutamente materiale e di una presenza importante. Due individui spessi in nero e con le mani grosse in compagnia di un terzo. I tre non erano frutto di una paranoia purtroppo, e questo pesava, questo sapeva di avariato. Era un problema. Alla visione della realtà si diventa bianchi e le gambe cominciano l' incrocio Giacomo Giacomo! Questo lo diceva Lontra. Lontra: "Ke evidentemente tutto questo accade e tu sei il motore di tutto questo." Loro si avvicinavano verso il nostro eroe e Mattone non faceva una piega. In questo momento Ketamen pensava se Mattone fosse Fats Domino del film di Michael Kaine, ma invece no. Per cui: Ketemen:"Mattone li vedi questi tipi" Mattone:" Embeh" Ketamen:" Sento odore di cosa avariata" E avrebbe dovuto intendere tutto, perchè era una frase inequivocabile, era allarme rosso, e Mattone lo sapeva erano abbastanza rodati i due amici di sempre. Ketamen, e Mattone. Elementari, medie e poi la vita fuori in giro a penzolare per la città, sempre e spesso loro due. Ma Mattone niente, era come lattice. Mattone:"No non credo" Ketamen:"Ma accade sento avariato" Mattone:"No è birra birra doppio malto e tutto il resto gira per i fatti suoi" Ketamen:"Avariato" Intanto i tizi avanzavano. Ketamen"Devo fare lo spostamento rapido..." Ovvero Mattone aiutami, guida sportiva. Mattone:" Tu hai molta birra in corpo, come me. Io rimango qui e tornerò a piedi come è giusto che sia" Ketamen:"Io sono in bici" Mattone:"Sono fermo, inchiodato, maledettamente messo male." Ketamen, pensava: questi mi spiano da un pò sanno le mie mosse e sanno che tipo sono e sanno che questo è il giorno della birra, e sapevano di trovarmi qui. Ma sapranno che qui sono in un locale di gente che mi conosce per cui sarò libero fino alla porta e poi polmoni e gambe. Così mentre questi avanzavano, Ketamen fà alzare Mattone con una scusa, e dice a Mattone di fare la danza. La danza, è il modo per creare scompiglio, tutti al primo accenno di Mattone iniziano a scatenarsi e così nel marasma Ketamen fiuta l' uscita e si lancia fuori. Bici, catena maledetta catena, i tizi stanno per liberarsi dalla folla, escono, bici libera, in sella, i tizi indicano Ketamen, pedali, i tizi entrano in macchina, mettono in moto , Ketamen gira l' angolo, e poi vie su vie.I tizi perdono di vista Ketamen. Ketamen polmoni e polpacci, polmoni e quadricipiti, polmoni e città, luci e Lontra che vola al suo fianco, cavoli Lontra era lì con lui, e Ketamen spingeva, non sentiva la fatica, lui spingeva, lui spingeva. Ed è sul ponte che si ferma spaccato con le gambe tremanti, lui iniettato di birra, acido lattico, anidride carbinica, ossigeno assente, e la città, forti boccate di aria esausta e la città. Tutto è ritornato alla mente, la veduta del ponte le immagini del robot dei colori della città, La Svolta. Ora sapeva cosa era successo quella notte. Sapeva che potevano essere anche alieni quelli che lo inseguivano, ma erano reali, e quindi ora dormiva in un letto, ma sarebbe stato meglio iniziare a pensare a un piano concreto.
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